Shiatsu ed emozioni represse

Lo shiatsu, attraverso il corpo, il contatto e la comunicazione non verbale arriva nella profondità dell’individuo.

La non espressione o peggio, la repressione di sentimenti ed emozioni, creano situazioni di squilibrio energetico che alla lunga può portare a malattia: prima a livello psicologico, con la perdita della nostra centralità e con l’instaurarsi di stati d’animo alterati (ansia, depressione), poi a livello fisico con disturbi di varia natura (tra cui le malattie psicosomatiche).

Sono i sentimenti repressi o al contrario eccessivamente prolungati che portano l’individuo a perdere contatto con il proprio io e con il proprio Centro: due sono quindi le possibili situazioni.

La prima si manifesterà con sensazione di agitazione generale senza però nessuna localizzazione precisa del disturbo: l’individuo sarà ansioso e irrequieto (questo stato è la conseguenza di movimenti energetici anarchici non più regolati da un centro equilibrato).

La seconda si manifesterà attraverso un tipo d’ansia che si presenta con una sensazione di oppressione al petto o allo stomacoo con un “nodo allo gola” ( a questi sintomi si possono associare anche indecisione e paura per il futuro).

L’operatore Shiatsu, una volta individuati i meccanismi ed i livelli energetici coinvolti, interverrà in modo da ristabilire una connessione con il centro. Successivamente cercherà di ridare il giusto movimento alle energie bloccate.

Naturalmente non è tutto così semplice: se gli squilibri sono presenti da molto tempo, addirittura anni, il corpo escogita compensazioni tali da creare nuovi equilibri (errati!) per potersi adattare alla situazione sfavorevole e riuscire ad “andare avanti”.
A volte invece il “sistema di compensazioni” costruito dal corpo è arrivato al collasso e basta poco per fargli rilasciare in pochissimo tempo tutte quelle emozioni intrappolate e represse che non aspettavano altro che qualcuno, pur con un semplice contatto, quale quello dello Shiatsu, desse loro libero sfogo.

Marcello Barbagallo